Vergini, eretici e marinai: le storie nascoste di Sant’Apollinare Nuovo

E’ una calda mattina di agosto quando entro nel silenzio dorato della chiesa di S.Apollinare Nuovo. Sono l’unica visitatrice e la basilica, misteriosa e splendente, mi incute quasi soggezione. Il mosaico, come nella maggior parte delle chiese di Ravenna, è il protagonista assoluto: più sfarzoso del semplice affresco, riveste del suo manto lucente chiese e battisteri, come una sorpresa incantata dietro la semplicità dell’aspetto esterno. Fuori, le pareti in muratura e l’austerità delle forme; dentro, i bagliori dell’oro, del turchese, del verde giada.

Il corredo musivo di S.Apollinare racconta una storia lunga e complessa, aggrovigliata come una matassa di lana. Tanti sono i fili che la compongono; sono legati alle diverse vicende politiche, militari e sociali che si sono susseguite nel tempo e sono intrecciati saldamente l’uno all’altro. Oggi solo in parte possiamo snodare quei fili per ammirarne le singole apparenze; il resto è sepolto tra i misteri della storia. Appena entrata, mi trovo davanti alla famosa immagine del porto di Classe, inserito sulla parete sinistra della navata centrale, con il riquadro azzurro e luminoso del mare e le tre imbarcazioni che sfidano le leggi dello spazio e della logica; riescono però, nell’estrema sintesi, a suggerire un’atmosfera particolare, quella del porto antico, vivace baricentro commerciale della civiltà ravennate.

Oggi quel porto è riemerso dopo millenni: il parco archeologico di Classe si trova a 4 km a sud del centro storico di Ravenna ed è aperto alle visite turistiche. Il mare ormai si è allontanato e, dove una volta si trovava la distesa blu del Mediterraneo, adesso ci sono i campi coltivati e la vasta area verde del Parco del delta del Po. Nel mosaico che la raffigura, Classe (nome derivato dalla flotta, Classis, che era stanziata nel porto) appare come una vera e propria città e non solo come il prolungamento di Ravenna sul mare. E’ un centro urbano ricco di edifici dal sapore romano ed è circondata da alte mura; un vero e proprio baluardo difensivo sul Mediterraneo orientale: questo l’aspetto che doveva avere in età bizantina.

L’antico porto era stato fondato da Ottaviano Augusto nel I secolo a.C. e allora, secondo Plinio, contava una flotta di 250 imbarcazioni, la più potente dell’Adriatico.

Tra i marinai, gli schiavi che lavoravano sulle triremi, gli uffici amministrativi e gli operai degli arsenali, ci doveva essere una nutrita folla di uomini qui, ai quali si aggiungevano le loro famiglie e, come riporta Dario Fo nella sua interessante “La vera storia di Ravenna” (1999, edizioni Franco Cosimo Panini),

..un alto numero di inservienti del circo, gli aurighi per le corse dei cavali, donne, danzatrici, acrobate, e, infine, i gladiatori allenati alla scuola di Cesarea, città cuscinetto tra Ravenna e Classe.

In effetti tra gli agglomerati di Classe, Cesarea e Ravenna la popolazione doveva raggiungere circa i 150.000 individui, facendo del luogo uno dei centri più popolati d’Italia.

Tuttavia già all’epoca di Teodorico (V-VI sec. d.C.), quando S.Apollinare venne costruita, il porto si stava interrando. Così il re ostrogoto ordinò dei lavori di ristrutturazione e sterramento che lo riportarono in buone condizioni; ma sarà solo con il periodo bizantino che il porto vivrà una nuova età dell’oro, riguadagnando un ruolo di rilievo nell’ambito commerciale e militare.

Ma torniamo indietro per un attimo. S.Apollinare Nuovo ha avuto tante vite, quella più antica e misteriosa appartiene all’epoca della sua nascita, quando viene eretta come cappella di corte di Teodorico, re degli ostrogotitra il 493 e i primi del secolo VI. 

Tra le sue mura, la chiesa è solita accogliere il sontuoso corteo regale del sovrano, che si è insediato da poco in Italia al comando del primo regno romano-barbarico ed ha scelto come capitale proprio Ravenna. Poco più in là, c’è un edificio imponente che ora non esiste più, il sontuoso Palazzo di Teodorico, immortalato nel mosaico della navata, di fronte alla raffigurazione di Classe.  Sono molti gli edifici che il re fa erigere in città, creando un vero e proprio quartiere ariano e goto, parallelo a quello cristiano. Ma siamo in un età violenta ed oscura, caratterizzata da cambiamenti repentini, e presto, con la morte del re ostrogoto, nuovi dominatori si imporranno sulla città, plasmandola a proprio piacimento proprio come avevano fatto i barbari. Nel 540 infatti Ravenna è conquistata dall’esercito bizantino, durante la guerra greco-gotica (535-553), e diventa capitale dell’Esarcato d’Italia. Questo ha significato, per S.Apollinare, l’ingresso in una nuova esistenza: da chiesa ariana, la religione ufficiale degli ostrogoti, si trasforma in cristiana e molti dei mosaici vengono eliminati, perché si richiamavano al regno di Teodorico e a quella che fu giudicata la sua terribile eresia.

Solo le scene con la passione e i miracoli di Cristo, che si trovano sulla fascia più alta del mosaico e che si adattano anche alla religione cristiana, si sono salvati; sono molto espressivi e naturalistici, dato che si richiamano alla tradizione artistica romana.

La raffigurazione del Palatium di Teodorico viene anch’essa ritoccata; ma non troppo, dato che i mosaici sono particolarmente preziosi. Così vengono eliminati solo i personaggi goti, Teodorico e la sua corte, e al loro posto vengono inserite delle tessere dorate.

Tra una colonna e l’altra, però, sbucano ancora, come spettri che anelano tornare in vita, le le mani di questi personaggi che la memoria cristiana ha voluto cancellare. Il vescovo di Ravenna, Agnello, cerca di connotare in senso cristiano anche il resto dei mosaici rifacendoli di sana pianta, mentre la Chiesa viene intitolata a S.Martino di Tours, un pezzo grosso della lotta contro le eresie.

Lungo tutta la navata, sotto la fascia alta con le storie di Cristo e quella mediana con una serie di profeti, si snodano due eleganti e lunghissimi cortei. Sono ventidue le sante guidate da S.Eufemia e dai tre re Magi, fino alla Madonna in trono vicino all’abside.

Di fronte a loro, sulla parete opposta, appaiono ventisei martiri, che si susseguono fino a Gesù in trono. Le influenze romane hanno lasciato il posto alla dimensione eterea e lunare dell’arte bizantina; il suo scopo non è imitare la natura, ma incutere soggezione nel fedele. Questi non deve capire, non deve immedesimarsi nella scena; può solo inginocchiarsi, prostrandosi di fronte all’immensità e alla potenza divina.

Il vescovo Agnello, col beneplacito di Giustiniano che ora è il nuovo imperatore cristiano d’Oriente e Occidente, è riuscito nel suo intento: Teodorico e l’arianesimo sono cancellati, maledetti per sempre, e la basilica è epurata. Lo splendore dei mosaici rimane ad abbagliare i fedeli, oggi come allora. Più tardi la chiesa sarà arricchita da un pittoresco campanile cilindrico, che svetta ancora oggi nel cielo di Ravenna, e da un portico rinascimentale. Nel IX secolo verranno traslate qui le spoglie di S.Apollinare, il martire romano patrono della città. Furono trasportate in questo luogo, ritenuto più sicuro, dalla decentrata basilica di S.Apollinare in Classe, che era soggetta alle pericolose incursioni dei pirati. Con il loro arrivo la chiesa assunse il nome del santo, quello che conserva tutt’ora, a cui fu aggiunto l’aggettivo nuovo, per distinguerla dall’altra Chiesa ravennate, S.Apollinare in Veclo.

Da allora questo antico tempio rimane il simbolo dell’incontro-scontro tra romanitas e barbaritas e nella sua bellezza immortale si sfumano i contorni di queste vicende lontane e burrascose. Il punto di attrazione del corredo musivo, in questo spazio sacro pieno di antiche memorie, per me sono le vergini in processione; una lunga teoria di fanciulle dalle eleganze bizantine e dalle movenze flautate. Si somigliano tutte, ma, guardandole con attenzione, non sono proprio uguali: i mosaicisti hanno creato piccole differenze nei tratti del viso e nelle posture, nonché nelle fantasie dei manti dorati che ricadono sul candore delle vesti.

La teoria di corpi femminili pare perdersi all’infinito, tanto è lunga. Il loro incedere lento e senza peso, nell’atmosfera rarefatta dello stile bizantino, ha colpito gli artisti delle epoche successive, soprattutto quelli degli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

Quasi che le vergini fossero uscite dalla chiesa, abbandonando la rigida sacralità dei mosaici, per attraversare gli oceani del tempo ed infilarsi in qualche quadro fin de siècle. Come presenze lievi ed evanescenti, ora possono scendere con grazia le scale dorate di Edward BurneJones, s o danzare leggiadre, come suggerisce Gaetano Previati. L’ispirazione spesso non è diretta, cosciente; piuttosto, è qualcosa nell’aria, un gusto o un sentimento indefinito che spinge a raffigurare sempre più lo stesso soggetto: gruppi numerose di donne, cortei femminili che vantano una grazia antica e sovrannaturale, come quelle bizantina.

In alcuni casi, quelle vergini candide si trasformano in vere e proprie divinità ricoperte d’oro, o ammaliatrici dallo sguardo sulfureo, come quelle di Klimt, che del resto ai primi del Novecento era venuto in visita a Ravenna. Qui l’imperatrice Teodora della basilica S.Vitale e le vergini di S. Apollinare Nuovo avevano esercitato la loro antica seduzione, colpendo il pittore con una bellezza diversa, algida; un modello fascinoso a cui ispirarsi.

Ma chi erano, in realtà, quelle antiche fanciulle? Me lo sono sempre chiesto. Certo l’arte bizantina si allontanava dalla realtà oggettiva, ma i mosaicisti, nel loro percorso verso l’astrazione, dovevano pur esser partiti da un dato concreto e naturale, da ciò che vedevano intorno a loro.

Le ragazze della Ravenna bizantina, quelle in carne ed ossa, avevano, come le donne romane, poche strade possibili davanti a sé, in questo mondo tardo-antico che stava sfumando nel medioevo: il monastero, il matrimonio o l’eterna perdizione dei bordelli. Sposate a 12 anni e sfiancate da numerosi parti, non raggiungevano quasi mai un’età avanzata. All’epoca in cui le vergini furono realizzate nel mosaico di S.Apollinare, le lavoranti delle case di piacere, che certo avevano molto da fare con il trambusto degli uomini del porto, subirono un brutto colpo. Accadde quando l’imperatrice Teodora, la redenta moglie di Giustiniano, decise di occuparsi di loro sull’onda del fervore cristiano. La regina era stata un attrice e donna di malaffare, ma, sposato il suo notevole amante, aveva deciso di mettere la testa a posto.

Fece chiudere tutti i bordelli di Ravenna e, allo scopo di salvare le donne che vi lavorarono, le rinchiuse nei monasteri. Ritorniamo alle pagine di Dario Fo:

Là troveranno asilo contro la lussuria, portate ad una vita di meditazione, murate vive. Si, carcerate nel corpo, ma libere e salve nell’anima. Alcune di loro con comprendono il sublime dono di Teodora e si buttano dalle alte mura del monastero, sfracellandosi al suolo.

Chissà chi erano veramente le ragazze di S.Apollinare, quelle che i mosaicisti tennero a modello, forse le stesse che entravano qui ogni giorno per assistere alla messa? Sante, martiri, giovani mogli, donne cadute e redente dalla conversione…. non lo saprò mai con certezza. Intanto continuo a guardarle, nel loro incedere senza tempo e senza coscienza. Altere, bellissime ed intoccabili.

Articolo pubblicato su www.carnetdevoyage.it

Domenica 9 giugno ritorna “Un Fiume di Genti”, escursione in bici da Faenza a Marina Romea

Domenica 9 giugno si rinnoverà l’appuntamento con “Un Fiume di Genti”, escursione non competitiva lungo il fiume Lamone che partirà da Faenza per arrivare a Marina Romea. La quarta edizione della manifestazione tra storia e natura lungo la pianura ravennate attraversata dal Lamone sarà come sempre un viaggio festoso aperto a tutti, che si potrà percorrere in diversi modi e mettendosi in marcia da diversi punti grazie al sistema della “partenza alla francese”.

Chi si metterà in marcia di buon mattino, chi partirà in bicicletta: se i punti e gli orari di partenza sono diversi, unico invece sarà il punto di destinazione, il Circolo Nautico di Marina Romea, “dove il fiume di genti arriverà a fine mattinata per condividere il pieno di emozioni, atmosfere e bellezza vissuto lungo la strada e far festa insieme” scrivono gli organizzatori.

A un primo gruppo di podisti e ciclisti che partirà alle ore 6.30 dalla Piazza della Libertà di Faenza, infatti, se ne aggiungeranno altri lungo le località attraversate dal fiume Lamone: dai quartieri di Faenza, Reda e Granarolo a Russi, Bagnacavallo, Traversara Villanova, Sant’Alberto e Ravenna. “Le partenze dai vari punti saranno programmate in modo che l’arrivo alla foce del Lamone sia collettivo – spiegano gli organizzatori – per un evento all’insegna della condivisione. Il “traguardo” sarà il Circolo Nautico di Marina Romea, dove dalle ore 12.30 ad attendere i partecipanti sarà un buffet conviviale a base di pesce azzurro, pasta, dolci e vini del territorio. Dopo pranzo ci si potrà rilassare tutti insieme con pratiche di stretching guidato”.

Ci sarà anche la possibilità di un secondo percorso più breve sempre con partenza da Faenza e con arrivo alle ore 10.30 al Museo delle erbe palustri di Villanova di Bagnacavallo, dove sono in programma una visita guidata e una merenda con prodotti tipici del territorio prima del ritorno a Faenza.

È possibile iscriversi entro lunedì 3 giugno in diversi punti sul territorio (elenco completo sul sito www.stradadellaromagna.it). La quota di partecipazione è di 15 euro (5 euro per i bambini fino ai 12 anni) e comprende, punti ristoro in itinere, merenda/buffet finale, assicurazione e assistenza sanitaria. Previa prenotazione sarà possibile rientrare in pullman (fermate Villanova – Russi – Faenza) a 5 euro a persona, anche con bici a carico.

L’evento è organizzato da Strada della Romagna e in co-partecipazione con CEAS Ravenna, con il contributo della Destinazione Turistica Romagna e la collaborazione di Pro Loco Marina Romea, Comitato Acqueterre, Terre del Lamone, Comitato Amicizia Faenza, Ecomuseo delle Erbe palustri, Circolo nautico Marina di Ravenna e VillaNordic, il patrocinio dei Comune di Ravenna, Faenza, Russi e Bagnacavallo, della Regione Emilia Romagna, dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e dell’Unione della Romagna Faentina.

Per informazioni: email info@stradadellaromagna.it – cell. 3392747317.

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Maratona di Ravenna. Ecco la nuova T-shirt running Joma della gara, blu e oro

Maratona di Ravenna. Ecco la nuova T-shirt running Joma della gara, blu e oro

Blu e oro, colori che nei mosaici ravennati hanno un significato profondo. Lo skyline della città bizantina e dei suoi celebri monumenti. Sono queste le principali caratteristiche estetiche della nuova t-shirt running ufficiale della «Maratona di Ravenna Città d’Arte» 2019, svelata nella mattinata di oggi giovedì 30 maggio nella sala multimediale dei Chiostri Francescani di Ravenna, a due passi dalla tomba di Dante Alighieri.

La t-shirt ufficiale 2019, presentata da Ravenna Runners Club e JOMA, sponsor tecnico della manifestazione, ancora una volta rappresenterà il top di gamma per le sue caratteristiche tecniche, pensate e progettate per grandi eventi come quello in programma il prossimo 10 novembre a Ravenna. Nella linea disegnata da JOMA in esclusiva per l’edizione 2019 Maratona, che partirà ancora da Via di Roma davanti al MAR, sono stati infatti applicati tutti gli standard qualitativi previsti dal celebre brand spagnolo. Una t-shirt innovativa, creata utilizzando un prodotto estremamente elastico come il poliestere sportivo che la rende confortevole e morbida al tatto al tempo stesso.

La tecnologia utilizzata da JOMA per confezionare la maglia è la MESH che conferisce al tessuto un’ottima traspirabilità ed una maggiore capacità di mantenere il corpo sempre fresco e asciutto, garantendo al contempo la leggerezza. Tra le altre caratteristiche occorre ricordare inoltre il colletto a giro, il taglio raglan della manica e il fitting slim, tutti dettagli tecnici studiati per una miglior vestibilità, performance elevate e maggior comfort. Il colore della t-shirt sarà quello blu del cielo stellato più famoso al mondo, quello del Mausoleo di Galla Placidia. Così come le scritte in giallo-oro riprendono le luci ed i riflessi delle stelle dello stesso monumento riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità al pari di altri sette siti della città di Ravenna. E per sottolineare la strada colma di emozioni, arte e cultura che i runner percorreranno durante la manifestazione, ecco lo skyline del capoluogo bizantino ed i suoi celebri monumenti: dalla Tomba di Dante alla Basilica di San Vitale, dal Mausoleo di Teodorico a Sant’Apollinare in Classe.

«Con questa edizione della Maratona di Ravenna Città d’Arte si consolida il rapporto con un marchio importante e prestigioso come JOMA – spiega Stefano Righini, presidente di Ravenna Runners Club –. La t-shirt 2019 è una sintesi perfetta di estetica e tecnologia all’avanguardia. I colori ricordano uno dei monumenti simbolo della nostra città, conosciuto in tutto il mondo e meta di milioni di turisti. Ma allargando lo sguardo, rappresentano i mosaici bizantini che sono l’orgoglio e l’immagine del nostro territorio, così come lo sono i tanti siti storici stilizzati sulla t-shirt. La confezione di questo prodotto è poi la dimostrazione di come JOMA sappia fornire materiali di altissimo livello per l’intero settore del running. In questi ultimi anni siamo cresciuti moltissimo e lo abbiamo fatto insieme a JOMA condividendo traguardi e risultati entusiasmanti.».

«Questa maglia, studiata per l’edizione 2019 della Maratona di Ravenna Città d’Arte, – dice Mirko Annibale, responsabile JOMA per l’Italia – nasce dalla vocazione di JOMA per il running. Uno sport che da sempre fa parte del DNA di JOMA. Una vocazione che si concretizza in partnership come quella che ci vede a fianco di Ravenna Runners Club o di sponsor tecnico della Federazione di Atletica Leggera spagnola, nonché attraverso il continuo sviluppo tecnico dei prodotti, sia nel tessile che nelle calzature, capaci di raggiungere ottimi livelli di performance».

«La t-shirt della Maratona – racconta Roberto Fagnani, assessore allo Sport del Comune di Ravenna – è un’icona per Ravenna esattamente come lo è la medaglia. Rappresenta la nostra città durante tutto l’anno indossata da tante persone che portano i suoi colori con orgoglio. Come amministratore non posso che essere felice di veder rappresentati sulla t-shirt 2019 i principali monumenti di Ravenna che ci rendono famosi in tutto il mondo e meta di turisti in ogni periodo dell’anno».

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Musica. I Floyd Machine in concerto alla 22^ Festa dello Sport di San Pietro in Vincoli

Musica. I Floyd Machine in concerto alla 22^ Festa dello Sport di San Pietro in Vincoli

Floyd Machine (foto di Andrea Saviotti)

Sabato 1° giugno, alle 21.30, alla Festa dello Sport di San Pietro in Vincoli si esibiranno i Floyd Machine. Il concerto è ad ingresso libero. La Festa dello Sport, organizzata da A.S.D. Polisportiva Spiv, con il Patrocinio del Comune e della Provincia di Ravenna, destinerà i proventi ricavati al mantenimento della società sportiva.

Per l’occasione sarà allestito il palco al campo sportivo di San Pietro in Vincoli, in via Abbadia, 4, per ospitare il concerto dei Floyd Machine; in caso di maltempo l’esibizione si svolgerà all’interno.

“Appuntamento da non perdere – scrivono dalla società sportiva – per chi vorrà tuffarsi nelle dimensioni e nelle sonorità dei Pink Floyd dei maggiori successi, da “Dark side of the moon” a “The Wall” senza dimenticare “Wish you were here” e “Division Bell””.

Informazioni: stand gastronomico tipico romagnolo all’interno della festa aperto dalle ore 19.00. Sito: www.spiv.it – tel. 0544 550157. Ingresso libero.

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Ravenna Festival. Un mare di musica: in motonave fino al concerto del Quintetto di Ottoni Cherubini

Ravenna Festival. Un mare di musica: in motonave fino al concerto del Quintetto di Ottoni Cherubini

Venerdì 7 giugno SAPIR mette a disposizione un servizio navetta gratuito per il concerto al Centro Direzionale

Non poteva mancare – non nell’anno in cui Ravenna Festival celebra anche quelle onde che hanno modellato storia e identità della città – la scoperta degli spazi del porto, area di incontro e scambio che ha già rivelato una vocazione a reinventarsi come spazio creativo. In ricognizione, in questo caso, c’è il Quintetto di Ottoni dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini che venerdì 7 giugno getterà l’ancora del Festival nella Corte Interna del Centro Direzionale SAPIR, per un concerto il cui programma spazia da David Short e Duke Ellington a Debussy, Morricone, Lennon e McCartney.

E per festeggiare la comparsa di questo nuovo luogo di spettacolo nella mappa del Festival, SAPIR metterà a disposizione un servizio navetta gratuito in motobarca: la Stella Polare accompagnerà cinquanta fortunati spettatori dalla Darsena di città, alle 17.30, alla Darsena San Vitale in tempo per il concerto delle 19, al termine del quale un bus riporterà i passeggeri al punto di partenza.

La prenotazione di quest’insolita prospettiva sulla darsena sarà possibile via Facebook dalle ore 12 di venerdì 31 maggio, fino a esaurimento posti disponibili. Sarà comunque possibile per chi non è riuscito a prenotarsi raggiungere il Centro Direzionale (in via Zani 1) autonomamente; il concerto è a ingresso libero.

Info 0544 249214

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Festa in Darsena con i mercatini della Pulce d’Acqua

Il primo maggio è festa in Darsena con La Pulce d’Acqua, la mostra mercato dell’usato che consente a cittadini e turisti di poter acquistare a prezzi contenutissimi libri, bijoux, oggettistica, abbigliamento, giochi, utensili della tradizione e tantissimo altro; pezzi unici e a volte introvabili.

Appuntamento alla Darsena di Ravenna, da via Cavalcoli a via Zara. Mercoledì 1 maggio, dalle 9 alle 19.

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Festa del Cappelletto 2019 a Ravenna

Festa del Cappelletto 2019 a Ravenna: programma, orari e ricette Eventi a Ravenna
Golosità da passeggio con un’inedita ricetta dantesca.

Da venerdì 10 a domenica 12 maggio il centro di Ravenna torna a celebrare il suo prodotto gastronomico più tipico: il cappelletto. Infatti torna per la quarta edizione la Festa del Cappelletto, un appuntamento sempre atteso e frequentato che, nell’edizione 2018, ha servito oltre tredicimila porzioni a ravennati e turisti, per un totale di circa 15-16 quintali di cappelletti.

Quella dei cappelletti è una delle ricette più importanti della cucina romagnola, tanto che lo stesso Pellegrino Artusi la pose all’inizio del suo tomo “La scienza in cucina”. E questa quarta annata della manifestazione che rende omaggio ai cappelletti in piazza Kennedy, conferma il successo del pubblico. La Festa del Cappelletto esalta in particolare la ricetta ravennate che vuole il cappelletto ripieno di formaggio (parmigiano e un formaggio tenero a seconda dei gusti), con uovo e noce moscata a completare l’opera.

Ecco i dieci i ristoranti che partecipano a questa festa del piacere: Al Cairoli; Antica Bottega di Felice; Babaleus; I Furfanti; Marchesini; Osteria I Passatelli 1962 del Mariani; Ristorante al 45; Ristorante La Gardela; Ristorante Pizzeria Naif; Ristorante Pizzeria Radicchio Rosso. Le porzioni di cappelletti da passeggio disponibili nei chioschi di piazza Kennedy hanno un prezzo di 6 euro.

La festa ospita in piazza anche gli stand delle uova Le Naturelle, del Parmigiano-Reggiano con il Caseificio Sociale Allegro, della farina del Molino Spadoni. Infine l’artista Silvana Costa proporrà uno spazio laboratorio “Cappelletto in Arte” per mostrare al pubblico come nascono i cappelletti in mosaico.

Tre gusti di cappelletti

Parlando di condimenti ognuno dei 10 chioschi presenti in piazza proporrà il classico condimento di ragù. I ristoratori poi si sbizzarriscono con un secondo condimento a scelta da scoprire durante i giorni della Festa.

ricetta Cappelletto per Dante

La novità è però rappresentata dal condimento a sorpresa: un Cappelletto per Dante. In vista del 700° anniversario della morte del Sommo Poeta, la Festa del Cappelletto rende omaggio a Dante con un condimento composto dai genuini frutti della pineta da cui egli trasse ispirazione nella cantica del Paradiso. Gli ingredienti sono dunque l’asparagina (o in alternativa l’asparago verde) e il pinolo, impreziositi da una foglia d’alloro e dallo scalogno.

Orari: venerdì dalle 18.00 alle 24.00, sabato dalle 11.30 alle 24.00 e domenica dalle 11.30 alle 22.00.

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Notte d’Oro Primavera

Notte d’Oro Primavera: sul palco di piazza del Popolo Pierdavide Carone e i Dear Jack Eventi a Ravenna

Sono Pierdavide Carone e i Dear Jack i protagonisti del concerto gratuito che sabato 27 aprile, in piazza del Popolo: il live delle 22.30 costituisce il momento clou della seconda edizione della Notte d’Oro Primavera. Al pubblico di cittadini e turisti offriranno un’anteprima del loro tour estivo, che li vedrà proporre dal vivo alcuni brani del loro repertorio e reinterpretazioni dei classici della musica italiana. Il sodalizio tra Pierdavide Carone e i Dear Jack è nato con la canzone “Caramelle”, che molto apprezzamento ha registrato tra il pubblico e numerosi cantanti e artisti dopo l’esclusione dal Festival di Sanremo.

Nella stessa serata si esibiranno, a partire dal tardo pomeriggio, alcuni ragazzi del Sanremo Music Awards, manifestazione di carattere nazionale che premia nuovi talenti emergenti nel panorama musicale italiano durante la settimana del festival di Sanremo. La direzione artistica dell’evento di piazza del Popolo è affidata a Stefano Salvati. La Notte d’Oro Primavera sarà fatta di numerosissimi altri appuntamenti, che coinvolgeranno tutto il centro cittadino, dalle 17 alle 3 del mattino, all’insegna della musica, del racconto e della fotografia, e che saranno comunicati con maggiore dettaglio a partire dai prossimi giorni. È un’iniziativa del Comune di Ravenna in collaborazione con la Cabina di regia del centro storico.

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Club da tutto il mondo a Ravenna per i Campionati mondiali di nuoto pinnato

Il weekend del 27 e 28 aprile si svolgerà a Ravenna il Campionato del mondo di nuoto pinnato master

Club da tutto il mondo a Ravenna per i Campionati mondiali di nuoto pinnato
Il weekend del 27 e 28 aprile si svolgerà a Ravenna il Campionato del mondo di nuoto pinnato master. E’ stata scelta Ravenna come location perchè siamo gli unici ad avere una piscina da 50 metri e un lago vicino dove disputare le due competizioni. Il sabato in piscina dalle 8,30 si disputeranno  le gare di velocità (50mt, 100mt, 200mt, 400mt, staffette 4x50mt e 4x10mt), mentre la domenica al Centro Federale Le Ghiarine a Fosso Ghiaia, dalle 9,00, si svolgeranno le prove in acque libere (3km e le staffette 4x1km). Alla manifestazione, voluta e organizzata dalla Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva ed attività subacquee) in collaborazione con la sezione di Ravenna, parteciperanno quasi 50 club provenienti da tutto il mondo: Colombia, Giappone, Russia, Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Estonia, Slovacchia, Belgio, Inghilterra, coinvolgendo ben 3 diversi continenti.

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War is Over. Dal 9 gennaio 2019 una settimana ricca di appuntamenti in mostra

Mar di Ravenna segnala gli appuntamenti in mostra che caratterizzeranno le prossime settimane ravennati, ad iniziare dalla serata con Stefano Falcinelli critico per una sera (9 gennaio), passando al Music Spots War is over previsto per il 12 gennaio arrivando all’ultimo giorno d’apertura del finissage “War is over” Arte e Conflitti, il 13 gennaio. Eventi differenti con un comune denominatore incentrato sulla cessazione della guerra come metodo di risoluzione dei conflitti.

In occasione di War is Over Arte e Conflitti tra mito e contemporaneità il Mar propone una serie di incontri volti ad approfondire le tematiche dell’esposizione coinvolgendo alcuni tra i grandi protagonisti della vita sociale e culturale, sia locale che nazionale.

Critico per una sera Stefano Falcinelli, presidente ordine dei Medici.  Mercoledì 9 gennaio alle ore 18.00 Critico per una sera che propone una visita guidata in compagnia dell’ospite Stefano Falcinelli, Presidente dell’Ordine dei Medici, che veste i panni di un ‘novello Cicerone’, descrivendo l’opera della mostra che più lo ha colpito. La serata si conclude con un aperitivo negli spazi suggestivi del Museo. (prenotazione 0544 482487; ingresso alla mostra, visita guidata, aperitivo 17€).

Finissage War is Over.
 Domenica 13 gennaio sarà l’ultimo giorno della mostra “War is over Arte e Conflitti” tra mito e contemporaneità a cura di Angela Tecce e Maurizio Tarantino, realizzata grazie al prezioso contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Edison, Marcegaglia, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali Regione Emilia-Romagna. Dopo 3 mesi, il 13 gennaio si concluderà questo bellissimo percorso e sarà l’occasione per vedere o rivedere l’esposizione che, nella giornata del 13, sarà ad ingresso gratuito dalle 10 alle 18. Durante il Finissage i visitatori possono anche lasciare un loro pensiero, una frase, un’emozione intorno alla mostra sui Tazebao posizionati alla fine del percorso espositivo. Dal 14 gennaio i capolavori presenti in mostra torneranno nei musei e nelle collezioni originarie, a partire da Jeux des pages di Picasso che rientra a Parigi al Musée National Picasso, all’ Alabardiere di Rubens che ritorna a Mantova al Complesso museale Palazzo Ducale, a I Gladiatori di Giorgio de Chirico alla Camera dei Deputati di Roma.

Music Spots per War is Over. Il progetto Music Spots dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Giuseppe Verdi in collaborazione con il Mar Museo d’Arte della città di Ravenna nasce per offrire ai visitatori una sonorizzazione di alcune sale espositive della mostra. War is over Arte e Conflitti tra mito e contemporaneità tramite le esecuzioni di brani per strumento solo, scelti appositamente per le sale a cui sono destinati, tenendo conto di relazioni cronologiche, di stile e di contesto con le opere esposte. Sabato 12 gennaio 2019 dalle 16 alle 18 Carlo Margotti, Serena Giuri, Arianna Albonetti – studenti dell’ ISSM Giuseppe Verdi – attraverso l’esecuzione di brani di Benjamin Britten, Toru Takemitsu, Kazuo Fukushima, offrono ai visitatori della mostra un ulteriore momento di riflessione. L’intenzione è approfondire le relazioni fra la musica e le arti figurative e sviluppare una visione più aperta e disinvolta della fruizione musicale, sempre più necessaria anche nella formazione dei nostri giovani strumentisti. I brani scelti sono di compositori del XX secolo che nella loro esistenza hanno vissuto in prima persona i conflitti, confrontandosi personalmente con gli orrori della guerra e talvolta vedendo anche condizionata la propria vita artistica dalle implicazioni di una esperienza così sconvolgente. Programma: Sabato 12 gennaio (dalle ore 16 alle ore 18) Toru Takemitsu AIR (1995) Flauto: Carlo Margotti Kazuo Fukushima Requiem (1956) Flauto: Serena Giuri Benjamin Britten Six Metamorphoses aftes Ovid op.49 Niobe – Narciso Oboe: Arianna Albonetti Confermati i consueti appuntamenti del fine settimana: Genitori & Bambini Sabato 12 gennaio alle ore 16 Genitori & Bambini dedicato alla mostra. La sezione didattica propone visite guidate e laboratori per bambini dai 5 anni con le loro famiglie. Ogni appuntamento è articolato in un breve percorso guidato in mostra per proseguire poi nelle sale del laboratorio didattico dove genitori e bambini insieme potranno realizzare una piccola opera d’arte ispirata ai grandi maestri presenti in mostra come Rubens, Picasso, de Chirico . Su prenotazione, tariffa bambini € 5, tariffa adulti € 7. Visite guidate sabato e le domenica alle 16.30 su prenotazione, tariffa unica €14 info e prenotazioni 0544 482487

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